Milano – Rientrato in Italia da Abu Dhabi attraverso un intrico di aerei, treni e trenini, Lorenzo Piolini, come molti altri piloti nelle sue condizioni, si interroga oggi sul suo futuro e sui suoi progetti.

Prima che il Corovavirus arrivasse a sconvolgere le vite e i programmi di tutto il mondo redigere un programma agonistico, basato su gare internazionali, sia di validità mondiale sia europea, era sembrato semplice e attuabile. Oggi il panorama è stato completamente stravolto.

È difficile ora come ora capire quando il mondo tornerà alla normalità e quando lo scenario agonistico riprenderà la sua routine, ma bisogna comunque fare i conti con il futuro e con quello che accadrà.

Difficilmente le cose torneranno normali prima di fine giugno e a quel punto, davvero, il mondo non sarà più lo stesso. Ma i progetti sportivi vanno avanti e lo provano le Olimpiadi di Tokio, previste per fine luglio e agosto, che stanno seguendo il loro iter, nonostante le difficoltà di allenamento per gli atleti.

La Dakar 2021 si correrà – uno speriamo è doveroso – nel gennaio del prossimo anno ma per prendervi parte che cosa dovranno fare i piloti? Abitualmente per aver l’ok da parte dell’organizzazione ci volevano almeno due partecipazioni a gare mondiali, la partecipazione al Merzouga Rally e al Rallye du Maroc. Senza contare che le iscrizioni per la Dakar si aprono a maggio per chiudersi abitualmente a luglio.

Ma è ormai chiaro che tutti questi limiti temporali cambieranno.

Il Merzouga Rally è stato cancellato, definitivamente, l’Abu Dhabi Desert Challenge è stato rinviato e – dicono i ben informati- il Kazakhstan Rally, previsto per maggio, salterà. Restano quindi in calendario FIM Rallyes Tout Terrain tre eventi che sono il Silk Way Rally, che proprio nei giorni scorsi ha confermato il suo nuovo tracciato, concentrato solo in Russia, a inizio luglio, il Brasile in agosto e infine, il Rallye du Maroc in ottobre.

Il programma di Lorenzo Piolini quindi, finisce a gambe all’aria “Siamo tornati a casa dagli Emirati Arabi con una gran tristezza nel cuore – racconta a Milano, Lorenzo – ma abbiamo capito che non era possibile disputare la gara. Ancora di più ce l’ha fatto capire la facilità con cui ci siamo mossi negli aeroporti mentre tornavamo a casa. L’Europa, ma direi anche il mondo intero, non aveva ancora capito il livello di pericolo a cui era esposta. Ora sono a casa ma non posso non pensare che questa doveva essere la mia prima stagione agonistica, e invece…”. Con il suo team ora Piolini sta ridisegnando, pur in mezzo a incertezze e dubbi, il suo programma, inserendo qualche Bajas – per esempio in Spagna e Ungheria – e confermando ovviamente il Rallye du Maroc di ottobre. Ma deve anche sperare in un posticipo della chiusura delle iscrizioni della Dakar, che a questo punto non puòneanche lontanamente pensare di limitare il periodo per le moto al 15 di luglio.

In quella data, forse, il mondo avrà appena cominciato a muovere i suoi primi passi.