Milano – È vero che la speranza è sempre l’ultima a morire, ma in questo caso sarebbe davvero stato un caso più unico che raro. Il rally Abu Dhabi Desert Challenge 2020 è stato rinviato a data da destinarsi. Ieri sera, 12 marzo, alle 20, gli organizzatori hanno annunciato il rinvio della gara attirandosi polemiche e critiche per il ritardo con cui è stata presa la decisione che alla luce di quanto sta avvenendo in tutto il mondo, con la dichiarazione anche da parte della OMS di pandemia, era scontata per tutti.

Insieme al nostro Lorenzo Piolini negli Emirati Arabi c’erano anche altri piloti, e non solo italiani, e tutti si stavano allenando sulle dune di Dubai per prepararsi al meglio alla prima prova del Campionato del Mondo FIM Rallyes Tout Terrain prevista il 20 marzo. La situazione è precipitata ieri pomeriggio quando uno dei principali team del panorama mondiale dei rally raid, il tedesco X Raid di Sven Quandt ha dichiarato pubblicamente che non avrebbe partecipato alla gara per non mettere in pericolo la salute dei suoi meccanici, piloti, autisti e di tutte le persone che al rientro avrebbero lavorato fianco a fianco con chi era impegnato nella gara. L’effetto è stato dirompente e ha scatenato tutti gli altri team che stavano probabilmente attendendo che qualcuno facesse il primo passo: in questo modo l’organizzazione si è ritrovata con le spalle al muro.  Alle 20 del 12 marzo è stata rilasciata una dichiarazione da Mohammed Ben Sulayem, Presidente dell’Organizzazione Emirates Motorsports, organizzatore del rally e Vice Presidente della FIA per lo Sport: “A seguito degli sviluppi globali riguardanti il coronavirus (COVID-19) e delle crescenti preoccupazioni, abbiamo preso la decisione di rinviare Il Desert Challenge Abu Dhabi del 2020. Come organizzatori dell’evento, abbiamo il dovere di salvaguardare la salute e la sicurezza dei concorrenti, team di supporto, funzionari, volontari e tutti gli appassionati di rally. Siamo stati in contatto permanente con le autorità governative degli Emirati Arabi Uniti e stavamo seguendo tutte le misure precauzionali per proteggere la comunità degli sport motoristici e il grande pubblico. La nostra intenzione è quella di lavorare con la FIA e la FIM, gli organi di governo del mondo dello sport motoristico, per identificare nuove date per l’evento affinchè si possa disputare in un’altra data”.

La gara sarebbe dovuta cominciare esattamente fra una settimana, il 20 marzo, con le operazioni preliminari previste al circuito Yas Marina di Abu Dhabi, per proseguire il giorno dopo con la cerimonia di partenza e poi le cinque tappe, per un totale di poco meno di 1900 chilometri di cui 1300 di prove speciali.