Daniele Donin, un uomo che regala ciò che dalla strada riceve.

Di strada Daniele ne ha fatta tanta sul dorso della sua “kammella”, una BMW F 1200 GS Adventure. Nei suoi lunghi viaggi in solitaria ha attraversato Africa, Alaska, America Settentrionale, arrivando sul “tetto del mondo” a oltre 4.600 metri sulle montagne del Pamir. Durante questo viaggio scrive il suo primo libro “Le Strade e i giorni”, racconto della sua avventura “interiore”, che lascia circolare in rete liberamente.

Noi lo abbiamo incontrato alla serata a lui dedicata, “La strada segreta”, al Caravanserraglio sui Navigli a Milano, un luogo nato per far rivivere l’atmosfera ospitale e accogliente degli antichi Caravanserragli sulla Via della Seta. L’aria in questo storico capannone è fresca, le luci soffuse, in ogni dove c’è qualche oggetto che il padrone di casa ha portato dai suoi viaggi. In un angolo vediamo il viaggiatore solitario Daniele Donin che armeggia sulla sua moto ancora ricoperta dai residui di fango della sua ultima avventura in Sud America.

Partecipi a questa splendida serata di inizio estate, sono stati appassionati di moto, amici e compagni di numerosi viaggi. Ognuno col suo viaggio, ognuno col suo bagaglio, ognuno con il suo “sentire”, ognuno pronto a condividere racconti e aneddoti simpatici, ma anche situazioni vissute sul filo del rasoio.

Durante questo incontro, il viaggiatore del mondo, Donin ha presentato in anteprima il suo nuovo libro: “Il respiro della strada”. Titolo nato quasi per caso mentre l’autore si trova in libreria e dalle mani di una lettrice scorge il libro: “Respira! Sei vivo” scritto dal Monaco Zen Thich Nhat Hanh; la parola “respiro” continuava a tornare.

Durante la presentazione estremamente informale, ci ha portato nelle tappe che per lui formano l’esperienza del viaggio.

Il sogno è la scintilla che fa viaggiare la nostra mente verso luoghi che abbiamo in quel momento solo immaginato. E’ il deserto il forte richiamo interiore di Donin.

Daniele prosegue con la sua idea di preparazione al viaggio, fatta di burocrazia, preparazione fisica e volutamente non studia il luogo che lo vedrà arrivare, così da viversi appieno il mistero della scoperta.

Oltre al gps porta sempre una cartina cartacea.

Il viaggio inizia con il suo “rito della zucca”, mangiando goliardicamente un pezzo di zucca.

Ama partire direttamente con la sua moto, in solitaria, “perché è così che trovi te stesso” e il viaggio è proprio questo per Daniele, una ricerca di sé.

Dalle esperienze in moto fatte in questi 20 anni cerca di sfruttare tutto ciò che accade. Anche le situazioni più brutte diventano per lui “caratteristica di quel momento” e, attraversando tutti i 5 sensi, divengono positive.

Per il nostro appassionato viaggiatore, la strada è “un’entità vera” di cui fidarsi, che devi rispettare e ascoltare, per tutto ciò che ci regala e che ancora ci “sorprende”.

Ogni viaggio culmina con un ritorno, ritorno che per Daniele è un “andare avanti”.

Questo nuovo libro verrà stampato (Daniele è ancora alla ricerca dell’editore) e messo in vendita. Tutti i proventi verranno devoluti alla Organizzazione Umanitaria ONG Bambini nel Deserto ONLUS per sostenere il progetto di costruzione di scuole professionali in Africa.