Sì, bisogna essere dei tipi un po’ fuori dal normale per avere come obiettivo nella vita quello di correre la Parigi-Dakar. Sembra semplice, a parole, ma la gara nel deserto africano è la sfida contro un mostro mitologico e forse per questo è terribilmente affascinante. Certo non ci si arriva dalla sera alla mattina. La possibilità di partecipare passa attraverso una selezione rigida che va costruita giorno per giorno con un percorso che può durare anni e può partire da Milano, dalla voglia di viaggiare e da una Beta RR 50 avuta in regalo a 14 anni…”